21.11.2025 - 31.01.2026
GAETANO POMPA
Il Serpente e la Porta
Poliedrica e colta fino all’eccesso, la figura di Gaetano Pompa ci appare come una delle più emblematiche della scena artistica italiana degli anni ‘60 e ‘70. Rimasto sempre in controtendenza con la gran parte della sua generazione, il suo è un mondo fantastico in grado di mescolare in uno scenario comune figure storiche del tardo impero, animali mitologici, paesaggi rurali, simbolismo medievale ed enigmi del nostro tempo. Il tutto trasfigurato in una personalissima ricerca estetica e filosofica con un orizzonte assolutamente internazionale. In collaborazione con l’ Archivio Gaetano Pompa di Roma verrà esposta al pubblico dopo due decenni una delle opere più signifi cative della sua produzione, Congetture dell’artista su sè medesimo un gigantesco portale in legno e bronzo, una sorta di riflessione antologica e autobiografica sul proprio percorso artistico. In dialogo con questa forte presenza scultorea, una costellazione di opere da parete in maiolica di fine anni ‘90 racconteranno il bestiario fantastico dell’artista: figure antropomorfe dai tratti bizantini e bizzarri animali che si fondono con il paesaggio rurale ap pariranno allo spettatore come delle stranianti epifanie. Ed è proprio da un animale, da sempre molto caro all’artista, che prende spunto Il titolo della mostra: il serpente. L’animale che sim bolicamente incarna il concetto di portale non come un semplice passaggio fisico, ma come una soglia simbolica per la trasformazi one, la conoscenza e il collegamento tra diverse dimensioni della realtà. Lo stesso Gaetano Pompa ne parla in uno dei suoi incredibili scritti: “Il serpente, al contrario del simbolo demoniaco che ne ha fatto la Chiesa Cattolica, è umile e prudente, anche perché è l’animale più basso della terra: anche quelli velenosi sono umili ed usano il veleno per vivere. Non posso immaginare una vipera rincorrere un topo perché è lentissima. Allora si mette in agguato, immobilizza il topo col veleno e poi lo mangia. Non posso immaginare il serpente di Adamo ed Eva: posso immaginare quello di Esculapio e quello dei Romani che è il vero serpente.”
Gaetano Pompa (Fiorenza 1933 - Roma 1998) Nato in Lucania, trascorre l’infanzia a Tarquinia per poi trasferirsi con la famiglia, al termine della guerra, a Roma. Qui giovanis simo inizia a dedicarsi alla pratica del disegno, dell’incisione e la pittura, entrando a contatto con gli artisti della scena romana tra cui Mimmo Rotella, Paolo Buggiani, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli. Dal 1958 al 1961 vive a Monaco di Baviera, nel quartiere di Schwabing, svolgendo intensa attività artistica appassionandosi alla vita musicale della città bavarese. Tornato Roma frequenta gli ambienti dell’Accademia Tedesca di Villa Massimo, a pochi passi dal suo studio in via Nibby: qui instaura profondi rapporti di stima e amicizia con alcuni intellettuali tra i cui Max Frisch, Ingeborg Bachmann, Tankred Dorst e Uwe Johnson. Quest’ultimo in particolare ispirerà il titolo delle opere Mutmassungen. Inizia poi una collaborazione con la Galleria L’Obelisco di Gaspero del Corso e Irene Brin, che nel 1964 presentano una sua mostra riproposta poi a New York alla Galleria Knoedler. L’anno successivo è invitato alla VI Biennale di Parigi a due edizioni al Carnegie International di Pittsburgh nel 1964 e 1967. Si interessa al teatro realizzando i costumi e le scene per la regia di Bolognini al Teatro Massimo di Palermo. Nel 1972 viene pubbli cata, a cura di Enzo Carli e Fortunato Bellonzi, una monografia sulle sue opere scultoree. Dal 1974 trascorre parte dell’anno ad Ansedonia in Maremma, suo luogo d’affezzione a cui dedica numerose serie di opere, lavorando nella casa-studio dove frequenta regolarmente colleghi e amici tra cui Carlo Guarienti, Riccardo Tommasi Ferroni. Negli anni ottanta espone frequentemente a Roma (La Vetrina, Rondanini, Ca D’Oro), a Brindisi (Galleria Il Tempietto) e Venezia (Scuola Internazionale di Grafica), seguito da Vittorio Sgarbi che lo invita a partecipare a diverse rassegne collettive. Nel 1993, su invito di Fabrizio Clerici, viene inaugurata la mostra antologica presso l’Accademia di San Luca di Roma. Due anni dopo nell’estate 1995 Enzo Carli organizza la retrospettiva presso Palazzo Piccolomini a Pienza. Gaetano Pompa si spegne a Roma nel 1998 e non è mai fisicamente uscito dai confini dell’Europa ed ha principalmente frequentato le città di Milano, Venezia, Berlino, Monaco di Baviera, Parigi e Londra. Le sue opere sono presenti in varie collezioni e istituzioni internazionali tra i quali: Museum Kunstpalast, Düsseldorf; John Herron Art Museum, Indianapolis; Art Gallery of Ontario, Toronto; Rembrandt Art Center, Johannesburg; Galleria d’Arte Moderna, Genova; MoMa, New York; Graphic Collection University of Glasgow; Musei Vaticani, Città del Vaticano, MART museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.




















